Le poesie » sono stato orgoglio decadente del peccato
Domenica 25 Giugno 2006

25/6/06
L’estate depositava nei sensi i suoi arredi maturi
Scalzava dal sonno le asfissie delle meditazioni tristeggianti
Cuoceva i muscoli nel riposo per invadere i risvegli
Le incandescenze passeggiatrici della giovinezza
Sottomettevano le lussurie disastrose delle prime malinconie
Ridava concentrazioni vergini per la riscossa degli innamoramenti
Usava lo splendore generoso delle penombre per garantire consolazioni
Portava al cristallo delle timidezze noiose un boccone di vita
Dispiegava le euforie oltre la sofferenza dei pudori coscienti
Metteva in commercio le piccolezze ringalluzzite nella propria grazia
Toccava le fragilità che fuggivano al sospetto nelle maturità giovanili
E i nervi che annaspavano in cerca di aiuto in riposi stranieri
Il sogno si prendeva le sue rivincite sulle vigliaccherie sbeffeggianti
Il cuore usciva dai palpiti condannati
Si riversava sui grassi amichevoli della fiducia spremuta
L’estate riporta nel tronco del giorno la pienezza delle evasioni
riconcilia le spese del giorno e la serenità dei suoi ricavi
 
sono stato orgoglio decadente del peccato
ostinazione di perla al tramonto
ma le profezie crescenti del giorno non hanno mai tardato
sono a disposizione del tempo che mi assedia
ne accetto i segni sul mio ferro e sul mio legno
cerco di interpretarli senza l’animosità del vuoto
e con la pienezza leggera delle solitudini sempre sofferte
e c’è sempre qualcosa di più bello che sfugge al momento
poi rientra nel momento leggermente più vero
ho convissuto con le tante rese parziali sparse inevitabilmente
che poi sono diventate dolcezza ostile alla lacrima
e trovo un impiego sempre splendido
agli splendori disprezzati dell’ansia
mi attacco senza vergognarmi ai passatempi che trovo
nessuna profondità fu mai umiliata dalla debolezza più chiara
divido il tempo obbedendo a mille ansie innocue
poi mi ritorna tutto intero nelle occupazioni preferite
non ho mai sentito come volevo l’amore di qualcuno
e ancora mi resta il desiderio di sentirlo nelle nostalgie libere
come mi resta il desiderio di far sentire il mio amore nelle mie nostalgie
visto che non riesco a scambiarlo con le proprietà intere del mio cuore
Se a volte sono tentato di accentuare la mia tristezza
mi rallegro di accorgermene con onestà prontamente
e se insisto a sentirmi è perché qualche onesta ha ancora da dire qualcosa
e perché la stanchezza non è ancora rotonda
mi consegno alle spire ormai consolidate del giorno
sono vicino alla parte più vulnerabile dell’eccesso
 
Lugano bruno
 

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