Le poesie » le trincee luminose del vizio
Venerdì 26 Marzo 2004

 
 
 
     26/03/2004
Le trincee luminose del vizio,
e le arterie delle intenzioni sataniche in internet.
Le pornografie morte si svegliavano appena apparivo.
     e io ridestavo i pleniluni immaginari del delitto,
le stanze dove le agonie si illudevano dolcemente
e la femminilità si concentrava nelle superficialità del peccato.
La carne si vestiva di tutta la sua grazia
dimenticava le vene e i capillari ribelli.
La sensualità non coltivava l’oscenità del dubbio.
Solo la droga era  regina delle possibilità.
della nudità in tutte le sue ciprie.
Sola intenzione materna, il piacere.
Il piacere si disponeva nelle tenerezze più disperate,
scalava sudditanze dorate da cui precipitava nel vuoto.
Qui si spogliano tutti i balli dal corpo.
tutto il lusso si piega alle ambizioni dei sensi.
Nasce il carnevale dell’occhio nelle scelte estreme.
La donna diventa infinita,
di innocenze imprendibili.
Complice della disperazione.
Si rivolta nell’innocenza per uccidere.
così amabile, che non si può amarne,
neppure un po’,
diventa imprendibile,
venerabile.
Il maschio sbatte la sua anima nel muro,
ma ogni anima che incontra ne fa una gabbia.
non rimane che invocare,
dal profondo del cuore
al signore gesu.
 
Lugano bruno

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