Le poesie » Già al mattino l'occidente è nell'ombra
Sabato 31 Luglio 2004

 
Gia al mattino l’occidente è nell’ombra.
Navigo nella gioventù infinita dell’anziano disadorno,
Nella fortuna che sciupa le sue perfezioni su di me.
Passo leggero sulla fatica cancerosa di tutti,
Semino rispetti continui con le mie cadenze della mitezza,
con la stagione che si abbandona al cuore dell’uomo..
Vengono brezze con le loro origini perdute,
l’anima sale dalle luminosità imprendibili,
la gioia avanza e sconfina nella forza fanciullesca del carattere.
Altri appigli attirano le scalate spirituali della mente,
La pace intorno è materna verso gli slanci che rientrano in me,
Mi congedo amabilmente dal pensiero riplasmato continuamente,
Dal sorriso che stermina i nidi della tristezza incarnata.
Guardo con la resa fiammante del pensiero nella gratitudine.
Le mitezze si eccitano concentrandosi nel garbo delle comprensioni.
Le infanzie inviano beatitudini in soccorso all’espressione.
Sento la signoria sulle impressioni ricreare la pulizia esterna,
Mi vengono arditezze sotterranee che conservano la freschezza della modestia,
Riconosco momento per momento che vivo.
I giorni sono lamine dorate che mantengono la pazienza della luce,
Il cerchio del sole è sostituito da un rosario di preghiere.
Gli uragani si accaniscono finche il sonno non li comprende.
Sono sbucato nelle gentilezze dinamiche della solitudine,
Nelle lunghissime unità di trionfo delle rivelazioni.
 
Lugano bruno
 

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